"LENTIUS, PROFUNDIUS, SUAVIUS"
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PIANO QUADRO PER LA TUTELA DEI CORSI D’ACQUA

La corsa alla produzione idroelettrica sfruttando i nostri corsi d’acqua è enorme. Attualmente negli Uffici provinciali giacciono 250 domande di costruzione di centrali idroelettriche. C’è bisogno di un piano generale di tutela dei corsi d’acqua e la previsione di pagamenti compensativi ai quei comuni che decidono di rinunciare nell’interesse della comunità allo sfruttamento dei loro fiumi, come succede attualmente in Svizzera.

In merito i Verdi hanno presentato la seguente mozione in Consiglio provinciale.
Lo stato delle acque influenza notevolmente la qualità della vita nonché la sicurezza e la salute delle persone. D'altro canto è indicativo dell'importanza che la società dà a un ambiente sano.
In Sudtirolo non vi sono quasi più corsi d'acqua, le cui funzioni naturali non siano state compromesse dall'uomo. Gli interventi dell'uomo sui corsi d'acqua, come la rettifica del corso, l'abbassamento dell'alveo, la costruzione di sbarramenti, il prelievo d'acqua, la distruzione della vegetazione ripariale nonché lo sversamento di sostanze nocive, hanno risvolti negativi dal punto di vista ambientale, morfologico, fisico e chimico. Inoltre, con il numero sempre maggiore di interventi sul paesaggio e sui fiumi si riduce progressivamente la capacità naturale di ritenzione idrica del suolo.
Attualmente alcuni tratti dei fiumi sudtirolesi sono in uno stato insoddisfacente e "critico". Nella relazione "La qualità dei corsi d'acqua in Alto Adige", pubblicata nel 2005 dal Dipartimento all'Urbanistica, Ambiente ed Energia, si legge che soprattutto lunghi tratti dei fiumi Adige e Isarco versano in uno stato ambientale, dovuto anzitutto all'uso a scopo idroelettrico, che secondo il diritto europeo a partire dal 2015 non sarà più accettabile. "Dei problemi non risolti per la salute dei fiumi e torrenti rimangono le derivazioni idriche con creazione di tratti ad acqua residua e il flusso intermittente a valle delle centrali idroelettriche", scrive nella sua prefazione l'assessore Laimer.
Negli ultimi tempi il tema energia idroelettrica ha attirato grande attenzione. Si discute molto se bisogna rilasciare nuove concessioni per la costruzione di centrali idroelettriche lungo i corsi d'acqua del Sudtirolo. Nel contempo ampie parti della popolazione chiedono che corsi d'acqua che sono ancora nello stato naturale vengano mantenuti tali. Va anche aggiunto, che una protezione durevole contro le piene è possibile solo se si creano spazi di ritenzione naturale che influiscono positivamente sulle dinamiche di deflusso, vale a dire le rallentano.
Per favorire il mantenimento degli habitat acquatici naturali il Parlamento svizzero ha inserito nella legge sull'utilizzazione delle forze idriche il pagamento di versamenti compensativi ai comuni che decidono di mettere sotto tutela per 40 anni paesaggi degni di tutela.
Premesso che sono necessarie misure urgenti al fine di raggiungere gli obiettivi di qualità contenuti nella legge provinciale n. 8/2002 e che lo stato dei corpi idrici non deve assolutamente peggiorare;
premesso che secondo il diritto europeo entro il 2015 tutti i corpi idrici dovranno raggiungere un "buono stato ambientale";
premesso che si fa sempre più forte il desiderio di vedere mantenuti habitat acquatici nel loro stato naturale;
premesso che questi habitat hanno una grande utilità dal punto di vista ecologico, economico e dell'estetica paesaggistica;
premesso che una protezione durevole contro le piene non può essere garantita senza la creazione di spazi di ritenzione naturale,
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO invita la Giunta provinciale
• a presentare un piano generale di tutela dei corsi d'acqua che sono ancora nello stato naturale;
• a verificare, se la proposta del Parlamento svizzero può essere recepita nella Provincia di Bolzano.
f.to conss. prov.li
dott.ssa Cristina Kury
dott. Hans Heiss
dott. Riccardo Dello Sbarba


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