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IMPIANTO EXO A LAIVES : NUOVI DUBBI

Stupisce l’eccesso di zelo con cui Ultich Stofner, direttore della BLS, si fa difensore dell’impianto di combustione Exo. La BLS ha il compito di assegnare aree, non di sostituirsi alle aziende nei loro rapporti con gli uffici preposti a tutela dell’ambiente. L’impianto Exo è stato sonoramente bocciato nella procedura per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per gravissime carenze nella documentazione presentata, che “non consente – scrive il direttore Minach – nemmeno di determinare in modo chiaro ed univoco le emissioni e le caratteristiche tecniche dell’impianto previsto”. Con ciò cade la concessione edilizia rilasciata dal Comune, condizionata a un Via positivo.

Ma noi Verdi abbiamo svolto una più accurata ricerca da cui sorgono ulteriori dubbi.

EMISSIONI. L’impianto sperimentale era finora situato presso l’inceneritore di Bolzano e tutti i suoi fumi venivano convogliati nella linea di trattamento fumi dell’inceneritore stesso. Nell’impianto Exo sono stati bruciati, tra l’altro, fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane, olio e grassi alimentari oltre che scarti di oli da motore e per lubrificazione. Dell’impianto sperimentale di Bolzano, le cui foto sono state allegate alla documentazione per la VIA, Luigi Minach scrive: “evidenzia palesi carenze sotto il profilo tecnico e strutturale”. A Bolzano c’era comunque la garanzia che tutti i fumi venivano di nuovo trattati dal ciclo dell’inceneritore. Ciò che non accadrà a Laives, dove l’impianto Exo dovrà fare tutto da solo in base a una documentazione che – dice Minach – “non consente di determinare le emissioni”?

AUTORIZZAZIONI. Dai bollettini ufficiali della Regione, risulta che il primo decreto di autorizzazione alla sperimentazione dell’Impianto Exo sia stata rilasciata il 19 maggio del 1998, dunque oltre 10 anni fa. L’ultima è stata rilasciata il 28 giugno 2007 con validità fino alla fine dell’anno. Non risultano ulteriori autorizzazioni. Dunque, dalla fine dell’anno 2007 all’impianto Exo sito a Bolzano non è stata rilasciata più alcuna autorizzazione. Se ne deve dedurre che l’impianto è rimasto inattivo da allora. Ci risulta anche che la motivazione per cui la sperimentazione non è stata più autorizzata è molto semplice: dopo quasi un decennio di prove, o la sperimentazione ha dato risultati oppure non ne ha dati. Comunque è assurdo continuare ancora. Non si capisce dunque perché una sperimentazione, che dal 2007 non è più stata autorizzata a Bolzano, debba riprendere nel 2009 a Laives per altri tre anni.

PROVE EFFETTIVE E RISULTATI. Non è chiaro quali risultati abbiano avuto le campagne di sperimentazione, né quante e quali prove siano state compiute negli anni. A questo proposito abbiamo raccolto informazioni assai contraddittorie. Abbiamo presentato perciò un’ulteriore interrogazione alla giunta provinciale, perché vogliamo sapere con esattezza se si è trattato di una sperimentazione seria e rigorosa nel campo delle tecnologie innovative, oppure no” .


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