VOTO AI NEONATI? UNA BARZELLETTA DI CARNEVALE. O IL MEDIOEVO PROSSIMO VENTURO.
E’ cominciato il carnevale e il capogruppo Svp Walter Baumgartner non trova di meglio che raccontare barzellette. Tale è la sua idea di voto per conto dei neonati, un diritto che eserciterebbero i genitori con tanti voti in più quanti più figlio hanno. Questo inedito “voto di famiglia” ci riporta al concetto medioevale del “voto per corpi” e ripristina il potere patriarcale sui figli.
Tutto l’opposto del principio illuminista e moderno di “Una testa, un voto”, tutto l’opposto dello stato di diritto che mette l’individuo e non la famiglia alla base dei diritti politici ed elettorali.
Con la sua barzelletta Baurmagrtner mostra di ignorare la Costituzione italiana, che all’articolo 48 afferma: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto”. Invece:
- Non sarebbe “uguale” il voto in più rispetto al normale cittadino dato al cittadino-genitore solo perché ha figli.
- Non sarebbe “personale” il voto dato dal padre in nome del proprio figlio.
- Non sarebbe “libero” il voto dato da una persona al posto dell’altra, titolare di quel voto.
- Non sarebbe “segreto” il voto di un bambino espresso materialmente da un’altra persona, pur madre o padre.
Se si vuole allargare il diritto di voto alle generazioni più giovani, impegniamoci per abbassare la maggiore età ai 16 anni.
Se si vuole alleviare il carico delle famiglie, adottiamo una politica sociale ed economica che aiuti chi ha figli.
Queste sono proposte serie.
Non le barzellette di carnevale.
Riccardo Dello Sbarba Consigliere provinciale dei Verdi
11.01.2008 |