"LENTIUS, PROFUNDIUS, SUAVIUS"
RICCARDO DELLO SBARBA    SOCIALE

    
DIFESA DEL POTERE D’ACQUISTO DELLE FAMIGLIE: INCENTIVARE ANCHE IN ALTO ADIGE LA CONTRATTAZIONE DECENTRATA NEL SETTORE PRIVATO

Bolzano e l’Alto Adige sono la città e la provincia  più care d’Italia. A soffrire di più sono i lavoratori dipendenti e a reddito fisso. In particolare, i più svantaggiati sono i lavoratori dipendenti del settore privato. Se infatti nel settore pubblico viene praticata la contrattazione integrativa decentrata, nel settore privato questo livello di contrattazione è praticamente bloccato dall’anno 2000.

L’accordo triangolare imprenditori-sindacati-governo del 1993 prevedeva due livelli di contrattazione: i contratti nazionali, che dovevano assicurare condizioni minime per tutti i lavoratori, e i contratti decentrati, aziendali per le grandi industrie e territoriali per le piccole e medie industrie, che dovevano adeguare le condizioni economiche dei lavoratori alle caratteristiche specifiche del territorio. Tali contratti sono ancora più importanti per una terra ad alta inflazione come l’Alto Adige, dove i prezzi sono trascinati dal settore turistico. In Alto Adige un lavoratore prende una paga da operaio e paga prezzi da turista. 

Tuttavia, la contrattazione decentrata nel settore privato in Alto Adige è sostanzialmente bloccata da diversi anni. I lavoratori dipendenti del settore privato non ce la fanno più a tirare avanti, con salari da fame. La situazione per moltissime famiglie è diventata drammatica. 

E’ chiaro che la contrattazione decentrata è inanzitutto responsabilità delle parti contrattuali, cioè gli imprenditori e i sindacati dei lavoratori. Ma la contrattazione decentrata può essere favorita oppure sfavorita dall’atteggiamento del potere pubblico, soprattutto in settori come il commercio, l’artigianato, le piccole imprese. Teniamo conto anche che tutti questi settori ricevono contributi consistenti da parte della Provincia. Dunque la Provincia potrebbe favorire l’attivazione di una contrattazione decentrata, di azienda o territoriale, attraverso due strumenti:

  1. L’intervento politico presso imprenditori e sindacati invitandoli ad attivare i tavoli per la contrattazione integrativa territoriale e aziendale. 
  2. Una serie di misure di incentivo e disincentivo (nella concessione dei contributi, per esempio) per favorire la contrattazione decentrata e premiare le imprese che la realizzino.

Tutto ciò premesso, si chiede alla giunta provinciale: 

  1. Quali siano stati i contratti integrativi decentrati territoriali e/o aziendali stipulati nel settore privato dal 2000 fino ad oggi.
  2. Quali siano stati gli aumenti salariali, in percentuale, dovuti a contratti integrativi decentrati territoriali e/o aziendali stipulati nel settore privato dal 2000 fino ad oggi.
  3. A quanto ammontino i contributi e finanziamenti provinciali, in qualsiasi forma, erogati dal 2000 ad oggi dalla Provincia in favore del settore privato dell’economia.
  4. Se la Provincia non intenda convocare un incontro urgente con le associazioni imprenditoriali dei diversi settori e i rappresentanti sindacali per incoraggiare l’apertura di un tavolo di contrattazione integrativa decentrata territoriale e/o aziendale nel settore privato.
  5. Se la Provincia non intenda adottare provvedimenti e decisioni utili a incentivare la stipula di contratti integrativi territoriali e/o aziendali nel settore pubblico, premiando le imprese o le categorie che stipulino questi contratti e penalizzando le categorie o le imprese che rifiutano di attivare questo livello di contrattazione previsto dagli accordi nazionali del 1993.

Bolzano, 04 Febbraio 2008


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